Tuesday, March 11, 2008

Uno strumento di promozione d'immagine al giorno. 10 - Condivisione di presentazioni con SlideShare

Come usarlo per il lavoro, per lo studio e per il tempo libero.

Con Slideshare la prospettiva si ribalta: il web 2.0 diventa improvvisamente uno strumento utile per lavoro. Creato nel 2006 da un team internazionale (uno sviluppatore americano e una designer indiana) allo scopo di condividere le presentazioni esattamente allo stesso modo dei citati servizi di condivisione foto e video, Slideshare è diventato in breve tempo uno dei servizi più utilizzati del web. I vantaggi sono immediatamente evidenti. A chiunque prima o poi capita di dover fare una presentazione in PowerPoint (o in OpenOffice, Keynote o Pdf – Slideshare accetta di tutto in upload). Grazie a Slideshare diventa inutile inviarla via mail come allegato a più indirizzi, non c’è più bisogno di portarsi sempre dietro una chiavetta Usb a rischio di visualizzare la propria presentazione in modo diverso su PC diversi. In generale Slideshare rende facile condividere i documenti e tenerne traccia anche dopo che l’evento che li ha ispirati (una conferenza, una riunione di lavoro, una lezione) è terminato. Un archivio di slide da tutto il mondo sugli argomenti più vari è una risorsa preziosissima.


A differenza degli strumenti per creare direttamente presentazioni on line (Google Docs, Zoho, Teamslide o Thumbstacks), Slideshare non ha limitazioni di sorta nella grafica e nell’uso dei caratteri, semplicemente perché la presentazione viene creata offline e solo dopo caricata sul sito, che immediatamente la converte in un file Flash, visibile allo stesso modo su qualunque piattaforma. La pagina principale di Slideshare presenta un tripudio di thumbnail: sono le ultime presentazioni inserite, le più scaricate, quelle in evidenza (spesso caricate in occasione di qualche BarCamp). Cliccando su un thumbnail si accede alla pagina della presentazione, molto simile alla pagina di un singolo video su YouTube. La presentazione si può lanciare (anche a tutto schermo), commentare, condividere, taggare e scaricare (se il creatore lo ha permesso a monte). Sulla colonna di destra, appaiono presentazioni simili per argomento o tag.

Slideshare è ovviamente integrato con una serie di altri network (ad esempio MySpace e Facebook), ma in ogni caso la comunità di utenti che ruota intorno al sito è di per sé attiva e numerosa: sono gli utenti a tener traccia degli eventi passati e futuri più interessanti del momento, e naturalmente a creare i gruppi. Non per niente, in un guizzo di meta-comunicazione, il gruppo più attivo (e più ricco di presentazioni) è quello relativo al web 2.0. Volendo spiegare ad un ignaro del web partecipativo che cosa si intende esattamente con l’espressione “web 2.0” basterà “prendere in prestito” una qualsiasi delle presentazioni del gruppo (in genere sono licenziate Creative Commons). Gli utenti dei gruppi hanno persino pensato a contest periodici sulle presentazioni più belle e interessanti!

Più recentemente, Slideshare ha aggiunto alle sue funzionalità lo Slidecast: un neologismo originato dalla fusione dei termini “slide” e “podcast”. La propria presentazione può essere commentata da un flusso audio registrato e caricato su un qualsiasi spazio web. Slideshare offre uno strumento di sincronizzazione tra l’audio e le slide che origina in output uno Slidecast, cioè un file multimediale che potenzia ulteriormente il valore della presentazione caricata in origine. Sincronizzare audio e slide in uno Slidecast non è difficile, anche se richiede una certa familiarità con l’interfaccia di programmi di editing audio/video. Gli utenti più esperti apprezzeranno comunque la possibilità di montare con grande precisione il flusso multimediale. Per questa funzione (come per tutti gli aspetti dell’uso di Slideshare) sono disponibili Faq molto dettagliate.

di Pietro Izzo testo completo

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