Tuesday, October 2, 2007

Marketing Time ...perchè io valgo

E’ incredibile l’importanza che le persone attribuiscono al proprio tempo. Non che questo debba rappresentare una cosa anormale, ma forse si tratta di individualismo o egoismo nato dalla consapevolezza di valere.

Come citato in un famoso spot della L’Oreal (penchè io valgo), e se valiamo di conseguenza i nostri interessi valgono e le cose che facciamo valgono. Immaginate una ipotetica fila alla posta, il cassiere ha dei problemi e chiede la gentilezza di dar precedenza a chi ha più fretta. Probabilmente tutti, dalla casalinga indaffarata che deve correre a preparare il pranzo, al giovane che deve preparare l’articolo per il suo blog, fino ad arrivare all’anziano con problemi di salute, rivendicherebbero il diritto di avanzare nella fila, o perlomeno di non essere superati. Questo perché oggi più di mai il tempo è una la risorsa più preziosa. Provate a togliere al vostro cliente il “suo” preziosissimo tempo per una qualsiasi mancanza e lo vedrete andare su tutte le furie. Un fattore che ha reso la rete ancora più rivoluzionaria è proprio l’assenza spazio temporale, che significa semplificare svolgendo operazioni 24 ore su 24 praticamente dal dispositivo più vicino che avete. In questa epoca le persone impegnate soffrono di insonnia e problemi legati al sonno. Anche il tempo che dedichiamo al riposo sembra diminuire progressivamente. L’unica soluzione che permette di ottimizzare il proprio tempo è programmarlo cercando di eliminare tutti quei momenti inutili che ci danno la sensazione di valere meno. Come è facile pensare non c’è molto spazio per quella comunicazione intrusiva indesiderata e soprattutto inutile. Anche per questo c’è sempre meno spazio per commercial e spam, cercando invece di raggiunge i consumatori quando le difese per i messaggi pubblicitari sono abbassate. I consumatori hanno sviluppato un sesto senso che gli permette di ignorare i messaggi indesiderati, cancellandoli dai propri sensi secondo modalità sempre più veloci. Un ottimo modo per fare i conti con il pubblico è considerarli come piccoli esperti di marketing pronti a giudicare e diffondere quello che gli proponete. In questi termini, pubblicità su posta elettronica, pop-up fino ad arrivare agli spot in tv, si presentano inutili se hanno lo scopo di ricercare un coinvolgimento attivo, e riceveranno la nostra attenzione solo nel caso rientrino nella nostra sfera di interessi oppure emozionando e divertendo.

Ogni giorno siamo bombardati da oltre 3000 messaggi promozionali, basta andare in un supermercato per vederne un migliaio, persino se qualcuno ci chiede di scattare una foto con il suo cellulare potrebbe farlo al solo scopo di mostrarci l’ultimo modello Sony Ericsson. Praticamente ogni 2 minuti ci viene proposto qualcosa e coscientemente o incosciamente il giorno dopo ne ricordiamo al massimo 4 o 5. Probabilmente che ne ricorda di più è un pubblicitario in cerca di idee. Cosa significa? Immaginate di essere in una stanza con 3000 persone, quasi tutte sconosciute, tranne alcune precedentemente ignorate (praticamente lo stesso), ora pensate che ognuna di queste si presenti, spiegando quello che fa per vivere, in che cosa si differenzia dalle altre o semplicemente che è meglio delle altre per una serie di motivi. Alla fine di questo esperimento sicuramente ricorderete le persone più interessanti che potrebbero essere quelle più attraenti per voi, con caratteristiche compatibili con le vostro, che vi siano riusciti a sorprendere, e nonostante tutto potreste confonderle con molte altre.

Da qui nasce la crisi dei mezzi classici di trasmettere contenuti promozionali efficaci. Parallelamente allo spostamento degli investimenti verso canali on-line a discapito dei tradizionali, si assiste anche ad un approccio non convenzionale off-line volto alla conquista di secondi preziosi.

Il mercato è frammentato in centinaia di segmenti: tribù, nicchie ecc… fino ad arrivare al singolo individuo impossibile da classificare. La promozione individuale (1:1), rappresenta la sfida più grande, ma non impossibile per gli uomini di comunicazione. Attraverso l’uso della creatività e l’originalità è possibile creare azioni mirate allo scopo di lasciare il segno nella mente e nel cuore del pubblico. Anche se alcuni ritengono che un tale approccio (non convenzionale) è semplicemente un modo di adeguarsi trend, sono molte le agenzie che giorno dopo giorno inoltrano novità nel mondo della comunicazione pubblicitaria. Convenzionale o non, originalità, mistero ed emozione sono le parole chiave del nuovo modo di comunicare. Dalle pubblicità on line alle tecniche promozionali, questo approccio sembra ottenere buoni risultati.

Un piccolo esempio. Qualche tempo fa, mentre passeggiavo mi nelle strade di un paese di campagna mi è stato proposto di acquistare il biglietto della lotteria delle feste del paese. Leggendo i premi in palio non ho potuto dire di no. Colpito da un invasione di originalità ho analizzato l’azione per capire come una cosa forse non voluta sia stata l’arma vincente per convincermi all’acquisto. Ho contribuito alla manifestazione non perché i premi in palio fossero particolarmente allettanti, ma perchè erano originali, almeno per me. Molte persone di città che durante l’estate passavano dei giorni in quel paese hanno probabilmente fatto lo stesso acquistando con un sorriso il biglietto per un concorso dove si vincevano solo animali (vivi o morti). Tra i premi più ambiti c’era un maialino, seguito da 10 conigli vivi e moltissimi altri premi. La serata ha riscosso un discreto successo in quanto il pubblico per una volta non cercava di sfidare la sarte ma si interrogava semplicemente su cosa avrebbe fatto con i premi se avesse vinto. Al momento dell’estrazione per le persone del posto si trattava di una cosa normale, per le persone in vacanza un momento di coinvolgimento ed emozione.

Il punto è che la gente era divertita e sorpresa, molto di più che in centinaia di concorsi che richiedono budget 1000 volte maggiori.

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