Sunday, April 1, 2007

La mia prima volta all’IKEA

La mia prima volta all’IKEA è quasi paragonabile all'esperienza del mio primo bacio. Domenica pomeriggio, seduto su una comoda poltrona ripercorro le sensazioni che l’ingresso in questa azienda ha provocato nel mio stato d’animo. L’idea di trasformare le domeniche delle famiglie e il concept di acquisto dell’arredamento è davvero affascinante. Una delle aziende dalla quale imparare sotto il profilo strategico e comunicativo, ho scoperto oggi il perchè. Dopo una breve documentazione dell’esperienza vissuta dai miei colleghi e familiari ho deciso di scrivere un articolo per notare cosa effettivamente provoca entrare in un mondo così alternativo. Pur avendo trascorso del tempo in Svezia e avendo il più grande Ikea di Roma a pochi passi da casa, ho deciso di andarci solo oggi, solo dopo aver studiato marketing per anni ed essermi informato sul background dell’impresa. Così con un unico obiettivo: uscire senza aver comprato niente!, mi dirigo verso la meta.


Inizia il viaggio! Non ci sono cartelli stradali che indichino le direzioni, la struttura è talmente grande che si nota da svariati chilometri. Nonostante il grande numero di visitatori l’ambiente esterno, del parcheggio, si presenta sereno e ordinato. Dei parcheggiatori mi accolgono indicandomi la direzione e la prima cosa che si nota è la forza della comunicazione già dalle affissioni esterne e dai cartelloni promozionali. Esiste uno strumento più efficace di comunicare di questo!. Qui tutto comunica in giallo e blu, dalle indicazioni ai segnali stradali, persino il secchio della spazzatura è giallo. Sono molti i posti nel parcheggio riservati ai disabili, da qui nasce una riflessione sull’importanza che questa azienda ha verso i meno fortunati e l’ambiente, sempre più tema attuale delle multinazionali. Due bandiere, Italiana e Svedese, sono poste dinnanzi l’ingresso, che ha tutta l’aria di un parco giochi con area pic-nic, piuttosto che un’esposizione esterna. Le merci infatti sono in vendita, ma i clienti si mettono comodi testando il prodotto e rilassandosi, alcuni giocano addirittura a carte, altri prendono il sole, alcuni si incontrano persino con i propri amici e conoscenti per trascorrere l’ennesima domenica nel parco IKEA… fantastico, non è vero!
Entrando si notano persone di tutti i profili sociali, ma dal più piccolo al più grande tutti vivono un’esperienza magica. I più piccoli giocano nell’area riservata, mentre i più grandi vagano per la fiera con un aria rilassata, tenendo in mano il classico metro di carta come fosse un rosario, che dato il giorno assume un significato completamente religioso. Le giovani coppie fantasticano sull’arredo della loro futura casa, che dato i prezzi così accessibili, non rappresenta più un sogno. Intanto la qualità del servizio e la professionalità degli addetti mi fanno percepire che sarà arduo uscire senza nemmeno un paio di pantofole. La cartina delle esposizioni assomiglia ad un labirinto, e pensate, ci sono persino le scorciatoie. C’è davvero di tutto, molte cose mi sembrano già viste, allora capisco immediatamente dove i locali/ negozi acquistano quei prodotti fantasiosi.
L’ottimizzazione degli spazi e la familiarità/intimità delle stanze rende impercettibile la distinzione tra ciò che si può e non si può comprare. I colori diversi ed originali di ogni ambiente provocano un senso di sorpresa e non si riflette affatto sul percorso da seguire, così passi molte volte di fronte agli stessi prodotti, senza accorgertene, anzi notando particolari sempre nuovi. Le persone che per mezza giornata vivranno le tue stesse esperienze, sono i primi testimonial del successo dei prodotti, discutono su ciò che hanno già acquistato e ti coinvolgono a notare l’utilità e la varietà delle merci esposte. Il ristorante con prodotti tipici svedesi sembra certamente più salutare rispetto ai fast food. Inoltre l’ambiente gradevole spinge a rimanere a lungo seduti, ed è in linea con il trend di ritorno verso lo slow food. Un box per i suggerimenti recita: “grazie alle tue proposte abbiamo realizzato il cuccia box per i tuoi cagnolini”, spingendo a comunicare le proposte e opinioni. Apparentemente sembrerebbe un sistema comune, l’idea vincente invece sta proprio nel comunicare quale idee sono state realizzate grazie alla cura della relazione con il cliente.


Non pensavo vendessero anche piante!…bene sto riscoprendo anche il mio spirito di avventura, infatti assomiglia di più ad una foresta che ad un shop. Qui c’è anche spazio per l’arte, tra poster e dipinti, si può comporre un quadro con una cornice coordinata con l’arredo, scegliendo tra le molte combinazioni possibili. Da quando sono entrato più volte mi ha sfiorato l’idea di buttare tutte le cose che ho a casa e di iniziare si nuovo ad arredare la casa, in un modo creativo, originale ed economico. D’altro canto come dice Giampaolo Fabris, la creatività oggi si deve intendere come partecipazione nella vita di tutti i giorni di un tratto che un tempo si riteneva di appannaggio soltanto agli artisti. Questo a significare come, essere apprezzati per la propria creatività anche in termini di abbinamenti e buon gusto, diviene oggi aspirazione diffusa, cioè si eleva a valore. Ikea permette esattamente di provare queste emozioni sia dentro il negozio che a casa.
Si vede spesso vicino agli scaffali la foto con il nome del designer che ha realizzato la collezione, anche questo permette di dare identità a cosa stiamo acquistando.
Intanto il tempo corre, e senza rendermene conto ho passato quasi tutto il pomeriggio in questo posto prelibato mentre mi vengono ancora delle considerazioni da fare. Per esempio: come si fa a vivere senza andare almeno una volta nella vita all’IKEA? mi verrebbe il paragone con la Mecca, ma lasciamo stare, e vi faccio notare invece come il catalogo IKEA sia più diffuso del primo libro stampato nella storia, pensate un po’ la Bibbia!. Poi: sono tre ore che giro, possibile che ancora non ho mai visto le casse!, cos’è un’altra strategia per farmi acquistare di tutto!. Inoltre mi viene da pensare che nel caso si perdesse un bambino qui dentro, rischierebbero di trovarlo fra qualche anno, magari con la maglietta gialla che distribuisce informazioni nell’ info point. Dopo aver individuato le casse noto un’enorme cartello che segnala un angolo delle occasioni, ancora! Finalmente riesco ad uscire e non posso che osservare altri servizi sicuramente utili come il noleggio furgone, servizi finanziari ed Ikea Food, che rappresenta un vero distributore di cultura enogastronomia Svedese, vendendo dai libri di cucina alle polpettine. Prendo l’ultimo catalogo, orario del Bus (come fai poi a portarti un comodino nel bus proprio non lo so!) e via.
Mentre uscivo fiero di me pensavo di aver portato a termine la mia impresa, non avevo speso nemmeno per una lampadina, ma poi… mi si è avvicinato un tizio per le offerte pasquali e non ho saputo dir di no, gli ho dato 5 € e felice per il gesto compiuto mi sono reso conto che: c’è sempre qualcuno che sa fare marketing meglio di te!

IKEA: il mio nuovo Lovemark

Concetto Ikea




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